Capita ogni tanto che i social non siano solo delle perdite di tempo. Tramite Instagram infatti sono stato contattato da questa piccola ma molto ben organizzata azienda ai piedi di Valdobbiadene (lato Piave, che non conoscevo bene).

La visita è stata davvero sorprendente ed utile. Ho capito che esiste “un’altra” Valdobbiadene. Non migliore, non peggiore di quella famosa (quella che va da Sacol a Guia) semplicemente …diversa.

Diverso infatti il terroir, diversa l’esposizione alle correnti (qui le folate di vento che seguono il greto del Piave si fanno sentire eccome!) e diverso quindi il risultato!

Vini puliti, essenziali, quasi scarni, privi sicuramente di quella insopportabile (per me) “banana” tipica dei Prosecchi figli di un’unico enologo (non faccio nomi, non importa chi, conta sapere che a Valdobbiadene un unico enologo segue decine e decine di aziende lasciando in ognuna la stessa impronta…). Qui si sente il carattere di una famiglia, di tre persone, papà, figlia e marito che si occupano H24, 7/7,  365/365 della vigna. Già, quel posto magico, a volte avversaria a volte amica. Sempre presente nel lavoro diurno e nei sogni (incubi!) di questi vignerons che hanno scelto la qualità a discapito della quantità.

Con 60 mila bottiglie all’anno non diventi ricco. Con le vigne a Valdobbiadene e una piccola parcella nella zona di Gambugliaro (si in provincia di Vicenza, la zona di Marco Buvoli, tanto per capirsi…) con bacche rosse che servono per un rosè (che non ho assaggiato) fatto sicuramente con amore e passione.

Ma veniamo ai Prosecchi: non amo particolarmente gli extra dry ma questi (Docg e Doc) hanno un residuo zuccherino che non sembra quello della Coca Cola. Un ottimo aperitivo, che scorre liscio e pulito senza dare la sensazione di aver ingerito una bustina di zucchero…

Il Brut sicuramente mi prende di più: pochi zuccheri, pulito e dritto come lo sguardo di chi lo fa. Un vino sincero, figlio perfetto dell’associazione a cui appartiene il Settolo, ossia la FIVI (i Vignaioli indipendenti…).

Arriva il cavallo di battaglia della “bottega”: Il Prosecco sui lieviti. El vin col fondo, pa capirse.

Oh là, finalmente uno che non sa di zolfo! Niente puzze ma solo freschezza, si forse ancora un pelo giovane ma chissenefregaamemipiacetanto!

E mi compero anche una delle (sic) 30 magnum! (Non divido!).

Spero che si facciano coraggio e producano il dosaggio zero, l’Extra Brut per capirsi. Hanno le carte in regola per farlo….

Vi basti sapere che vinificano TUTTE le parcelle (i vigneti) SINGOLARMENTE ossia hanno un contenitore (quei suppostoni in acciaio…) per ogni singolo vigneto così da rispettare in bottiglia i profumi e le caratteristiche di ogni singolo suolo, esposizione, età, eccetera eccetera….

Beh, di quelli che conosco io, in questa zona, nessun altro lo fa….

Meditate gente, meditate…

A presto!

 

Ps:mamma che bontà la soppressa de casada e il formaggio di Malga Mariech!  😉