Il titolo di questo post, volutamente provocatorio, racchiude in sé tutto il non senso di questo confronto.

Infatti stiamo paragonando due prodotti che, per storia, tradizione, tecnica, capacità a migliorare nel tempo (anche decenni per lo Champagne) sono forse agli antipodi. Sicuramente da lustro al Prosecco essere paragonato al nobile cugino d’Oltralpe ma di certo non ha senso…

Vediamo meglio perché. Lo Champagne affonda le proprie radici ad oltre 3 secoli fa e di fatto la tecnica produttiva, detta Champenois, prevede la rifermentazione in bottiglia grazie a lieviti e zucchero (questa è la versione Bignami di come funziona il Metodo Classico!!!) e un’ultima fase in cui viene aggiunta la liqueur de expedition che di fatto è la “spina dorsale” che conferisce il carattere al vino ed ogni produttore ne conserva gelosamente la ricetta (ammessi vini di vecchie annate, liquori…cognac…)

Il metodo Charmat invece, quello del Prosecco per capirsi, prevede la presa di spuma in autoclave (quei “siluri” di acciaio che riempiono le cantine) e il processo avviene in un lasso di tempo che oscilla da uno (Charmat corto per quei produttori che vogliono già aver venduto il prodotto entro il Natale dello stesso anno….non chiedetemi di commentare questa scelta grazie) a 4-6 mesi (Charmat lungo, sicuramente di migliore qualità).

A scanso di equivoci, dico subito che a me il Prosecco piace molto perché è un prodotto semplice, senza grandi pretese, da “bevuta spensierata”, quasi dissetante a volte (penso alle calde giornate d’estate). Perfetto compagno a tutto pasto, di aperitivi al mare (ma anche in montagna non è male!)

Però…….(c’è sempre un però!) lo Champagne amici miei, è altra cosa! La caratteristica principale è l’acidità (non è un difetto!) che gli viene data dalle bacche con cui di solito è fatto (Pinot Nero, Pinot Meunier e Chardonnay) e che gli permette di attraversare il tempo migliorandosi. Quando bevi un calice di buon Champagne (prodotti di scarsa qualità ci sono anche in Francia, pochi ma ci sono) ti rendi subito conto che hai tra le mani qualcosa di diverso, di superiore, che ti fa scattare il “wow effect”. Sinceramente un Prosecco che mi scateni tale emozione non l’ho trovato, eppure qualche bottiglia l’ho bevuta come potete immaginare…

Sicuramente sono schierato con quella parte di produttori e clienti che ritengono sarebbe stata più intelligente la scelta di lasciare la denominazione Prosecco solo alla fascia collinare, quella compresa quindi tra Asolo e Vittorio Veneto. La pianura, amici miei, è altra cosa…Sia per quantità prodotta che per qualità…

La serietà dei francesi in questo ci dovrebbe insegnare che la quantità non sempre fa ricchezza. È la qualità che nel tempo premia.

Il Prosecco è diventato fenomeno per due ragioni in particolare: è una bollicina (tutti festeggiamo con le bollicine) e costa relativamente poco rispetto ad altre bolle (Champagne a parte, vedi Franciacorta, Trento Doc, Cremant….eccetera….). Immagino quindi un futuro longevo per questo prodotto facile e spensierato a meno che…..da qualche altra parte del mondo (magari in Italia…) non si cominci a fare una bolla sempre facile, beverina, magari un po’ più complessa e …che costi ancora meno (il Prosecco ormai ha valori assolutamente ingiustificati se consideriamo che in pianura si vendemmia volentieri a macchina!!!). A quel punto, rimpiangeremo le vecchie viti di Merlot espiantare per mettere a dimora Glera…Ah proposito, a conferma che il Prosecco mi piace, ho chiamato Glera anche la mia setterina irlandese che ormai ha 4 mesi!

La mia recente esperienza (ci sono già stato 4-5 volte) nella zona di Epernay e Reims, mi ha confermato quanto siano cordiali, disponibili e gentili i piccoli produttori di Champagne. Purtroppo devo ammettere che la stessa umiltà (nonostante il blasone nettamente più aristocratico della bolla francese) non la riscontro in quel del Prosecco…

Detto ciò, che piaccia il Prosecco o che piaccia lo Champagne, poco importa, hanno due destinazioni e target di clientela diversa. Almeno fino a quando nelle migliori First Class aeree del mondo non si comincerà a bere Prosecco anziché Champagne.

L’importante è, come sempre, che ognuno di noi trovi il prodotto che meglio aggradi il proprio palato…

L’ultima foto è fatta oggi, in giardino….bicchiere di provenienza Epernay, contenuto da Valdobbiadene! Always politically correct..

Cosa preferisco? Provate ad indovinare… 😉