Manuel è la terza generazione di una razza che è ormai estinta. Gente che ha le mani segnate dalla terra, il volto abbronzato anche a Gennaio perché colorato dal vento e dal sole. Gente di vigna insomma.

E la loro gamma di prosecchi, per buona parte còl fondo o surlie che dir si voglia, sono lo specchio di una cura e di un impegno maniacale (le vigne sembrano giardini!!!) che contraddistingue la Famiglia Codello.

Manuel sta anche portando avanti un progetto non solo ambizioso ma anche geniale per certi aspetti: un vigneto tra le Dolomiti a Cesio Maggiore. Pinot, Chardonnay (e non solo) e di conseguenza un metodo classico travolgente per profumi, sostanza, persistenza (non muore in bocca subito in poche parole)….direi una vino davvero rock’n’roll!!

La mia visita si è tenuta lunedì mattina (lo so, cominciare così la settimana non fa schifo… 🙂  ) e alla sera, molto gentilmente, sono stato invitato a una serata esclusivissima dove venivano messe a confronto molte annate di questi capolavori, sia metodo classico che charmat (i prosecchi insomma). Il prosecco 2013 mi ha sorpreso moltissimo come anche il 2014 nonostante l’annata tra le meno felici e poi…..amici miei…..e poi il metodo classico che davvero non teme confronti con altri colleghi più blasonati di altre zone e altre nazioni (tipo Francia, per non fare nomi…).

La serata prevedeva una votazione per decretare un vincitore: il 2013 ha vinto su tutti ma davvero, credetemi, è stata una dura battaglia tra grandi bollicine, semplici ma mai banali, “dritte come lame” (definizione che chi frequenta Qvintessenza mi ha sentito usare diverse volte.. per definire vini efficaci, ben fatti, con un carattere chiaro e preciso) e alla fine, che piacciono. L’amico Luigi Russolo (uno dei miei critici enogastronomici preferiti) ha suggellato la serata con aneddoti e perle d’altri tempi!

C’è anche un bellissimo b&b per passare un week end romantico e…..dal tenore alcolico diversamente contenuto!

Che dire, un prosecco (e un metodo classico) che mi ha convinto anche perché sito nel cuore di Valdobbiadene dove ormai c’è un appiattimento nei gusti e aromi (che sia perché un unico enologo si occupa di circa una quarantina di cantine…????).

Bravi Manuel, il papà, il nonno e lo zio (questi ultimi ultra 90 anni…). Continuate così!

 

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