Lo Champagne….da sempre è sinonimo di festa, di una ricorrenza, un compleanno, un amore da conquistare…un affare da festeggiare…E’ il Re indiscusso delle bollicine. Fatto dai francesi ma reso famoso da Sua Maestà la Regina d’Inghilterra che lo ha portato in tutte le sue colonie conquistate negli ultimi due secoli. E poi c’e’ da ringraziare anche Napoleone…Sua la famosa frase “Se vinciamo questa battaglia festeggeremo con Champagne. Se perderemo ne avremo bisogno!”

Insomma che dire: Re, Regine, Imperatori…..a tutti una coppa di Champagne…

Non è la prima volta che mi avventuro in questa deliziosa (e distante, 1150km!!!) zona rurale della Francia a circa 2 ore da Parigi. La prima volta, oltre 3 anni fa è stata una toccata veloce, di qualche ora, giusto il tempo di visitare un produttore. Poi ne è seguita un’altra ma sempre molto veloce. Ogni volta però me ne andavo con l’impressione di essere davvero in una zona quasi “fuori dal tempo”, che vive scandendo le ore secondo le vigne, vere protagoniste di un territorio curatissimo, quasi fosse un giardino. La montagna (più simile a una collina a dire il vero) di Reims e la Marna (un fiume placido) sono i due custodi di questa area che si estende tra Reims, Epernay e più a sud fino quasi a Troyes. Un territorio che nonostante sia abbastanza esteso, ha mantenuto la quantità di ettari vitati ferma da moltissimo tempo, rispettando la promiscuità di coltivazione.

Dopo questa premessa, arriviamo alla descrizione di questo ennesimo viaggio alla ricerca di vignaioli artigiani, anzi, artiGeni. Siamo partiti (mia moglie, io e Silvio, il cocker che ha visitato più cantine di Veronelli!  :-))) ) alle 830 circa di lunedì mattina e, dopo aver attraversato l’Austria (con relativa tappa autogrill di cui allego foto…) e la Germania, arriviamo con calma a Epernay per ora di cena. Ovviamente si festeggia l’arrivo con un bel calice di Pros….ehmmmm Champagne! La cucina francese sarà anche famosa ma se limitassero la quantità di salse, salsine e menate varie sarebbe meglio visto che comunque la materia prima non gli manca. All’indomani si comincia il tour che non prevedeva nulla di programmato: come sempre, si va a intuito…

A dire il vero siamo anche andati da una cantina, la prima che avevo visitato oltre 3 anni fa: Herbelet a Chaumuzy poco distante da Epernay. Piccola realtà (come piacciono a me) con circa 6 ettari e poche bottiglie prodotte. La maggior parte delle quali non fa meno di 4/5 anni tra lieviti e bottiglia in affinamento. Fino ad arrivare ai circa 10 anni per il Millesimato. Il vino prodotto è da manuale dello Champagne: circa un terzo per ognuna delle tre uve usate (Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier). I vini a base di Chardonnay (Blanc de Blancs) sono quelli destinati a un maggior invecchiamento mentre quelli con una maggiore percentuale di Pinot Meunier hanno maggior carattere (sono i miei preferiti) ma invecchiano meno. Ogni vigneron ha la propria ricetta per il liqueur d’expedition, un mix di vino di vecchie annate, zucchero (più c’è ne e maggiore sarà la dolcezza del vino) e a volte, per le Riserve in particolare, anche con l’aggiunta di distillati. Insomma una vera e propria ricetta gelosamente custodita da ogni produttore!

Una delle cose che mi ha sempre colpito di questa zona è la incredibile ospitalità di tutti i produttori: ti accolgono in casa come uno di famiglia senza averti mai visto prima…..

Abbiamo assaggiato riserve personali, vini che non sono più disponibili o che lo saranno più avanti. Insomma, il tour è partito davvero bene. La moglie di Christian ci fa visitare la cantina sotterranea (a Epernay ci sono circa 100km di gallerie con bottiglie!) dove in preda a una chiamata mistica, mi sono messo in ginocchio per ringraziare il Signore per aver inventato lo Champagne!

Imparo a manovrare il trattore usato per trattare (3 volte l’anno) le vigne e, dopo aver caricato il bottino, via per il secondo produttore…che ancora non so chi sarà…

Direzione Vrigny, villaggio che definire delizioso è riduttivo: si sviluppa digradando dolcemente sul versante ovest (verso Reims) della montagna. Mi incuriosisce una cantina che intravedo dal cancello aperto: un portico molto ampio con attrezzi da lavoro un po’ ovunque (qui si lavora…) e tante vecchie placche di metallo raffiguranti immagini bucoliche sparse qua e la….Entriamo ma non c’è nessuno. Mai mollare. Alla porta c’è un numero di cellulare. Chiamo e mi risponde un uomo dicendomi che stava lavorando sui campi col trattore ma che sarebbe arrivato in 5 minuti.

Ecco che arriva effettivamente su un trattore nuovo di stecca (o appena uscito dal lavaggio…) un ragazzo che avrà la mia età, circa 40 anni. Simpaticissimo e cordiale. Entriamo, tira fuori di tutto di più, ci racconta che sta cambiando i tappi e, assieme ad altri piccoli vignerons come lui stanno costruendo la cantina sociale nuova dove-ATTENZIONE- ognuno ha il proprio spazio e non si vinifica tutto assieme! In pratica ci si mette assieme per abbattere i costi e avere un luogo ben fatto dove vinificare le proprie uve. Pensate che le grandi Marche comperano da questi produttori il prodotto semilavorato e poi loro ci aggiungono il proprio liqueur d’expedition secondo ricetta segretaMa di fatto l’uva e il vino base è di questi piccoli produttori.

Ci tiene ad accompagnarci a visitare la cantina in costruzione e via! Le vigne di molti di loro sono attorno alla cantina e dopo aver visto in lontananza un paio di cavalli….mi avventuro di corsa a vedere che succedeva: stavano arando a cavallo!!! Massimo rispetto dell’ambiente e degli animali (due cavalli, uno lavora e uno riposa). Mi spiega che entro il 2020 tutta la zona dello Champagne sarà lavorata senza chimica in vigna……loro comunque è da sempre che lavorano così….Sono davvero estasiato da quanto vedo: niente di programmato, nessun appuntamento fissato quindi nessuno di loro si poteva preparare per recitare una parte. Sono bravi davvero, eccome!!! E onesti.

Altro bottino, altre delizie…altro produttore che ancora non so chi sarà….

Stavolta mi dirigo verso Saint Euphraise una delle zone più alte. E arriviamo da Vallee-Sellier. Ci riceve la mamma in soggiorno perché il figlio era impegnato con il commercialista! Si avete capito bene: in soggiorno di casa, seduti sul divano e ci fa assaggiare campioni di famiglia senza etichette ma scritti con il pennarello….Siamo al top!!!

Tutta la gamma è davvero notevole, anche il Brut “base” che comunque non fa meno di 4-5 anni prima di essere venduto….Mi è capitato di bere champagne molto blasonati e devo dire che questi prodotti (tutti quelli degustati fino ad ora) non hanno niente da invidiare anzi, in certi casi sono decisamente più ricchi di carattere e personalità. Ad un costo decisamente inferiore…

Insomma, il viaggio vale sempre la pena…